Internet e altri rimedi

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Comblotto!1!11!!

Finalmente il sogno dei complottisti si realizza.

Dopo la recente notizia sulla presunta violazione dei termini di uso dei dati da parte di uno sviluppatore di App su Facebook e l’impiego di questi ultimi nella campagna delle ultime elezioni presidenziali, anche in Italia è scoppiato il boom che ha messo di nuovo in evidenza la questione del legame tra la rete e la democrazia (oltre a quella dell’incapacità dei giornalisti di pronunciare correttamente Zuckerberg), confermando quasi ciò che tutti hanno sospettato: l’elezione di Trump è stata frutto di un complotto!

In Italia, si sa, la discussione sul rapporto tra Internet e la democrazia va avanti da tempo, soprattutto grazie alle (più che ottimistiche) prospettive avanzate dal Movimento 5 Stelle. Ma proviamo a procedere per gradi.

L’imbecillità è una cosa seria1

La notizia di cui sopra è apparsa il 20 Marzo 2018 sul sito di Channel 4, emittente che si è occupata direttamente dell’indagine.

Per i media Italiani, che sembrano aver capito davvero poco sulla questione, la cosa si è tradotta così: Mark Zuckerbeg ha preso ogni responsabilità, è stata tutta colpa di Facebook. I media italiani infatti sostengono sia stato a causa del social network, che ha avuto una parte determinante nelle ultime elezioni presidenziali america, se Trump è stato eletto.

Solo che le cose non stanno proprio così.

Innanzitutto, e senza tenere conto delle idiosincrasie del sistema elettorale statunitense, lo scarto determinante per cui Trump ha vinto è stato minimo. Inoltre, le persone presumibilmente influenzate dai contenuti virali postati su Facebook mostravano già una certa propensione politica, non sono state quindi convinte o costrette in alcun modo a fare una particolare scelta.

Ciò è tanto più ovvio se facciamo caso al fatto che l‘economia comportamentale con la quale lavorano aziende come CA si muove anche sulla base di un concetto definito nudge, un pungolo o una piccola spinta che può determinare scelte e comportamenti per persone che mantengono piena libertà e sono probabilmente già propense o semplicemente invogliate.

Evidenzio un punto qui: l’idea che si possa convincere qualcuno a compiere una scelta con il semplice utilizzo di un messaggio ben costruito poggia su idee che sono più miti che fatti 2 quando non su qualcosa del genere: gli uomini sono esseri naturalmente propensi alla razionalità ma allo stesso tempo inspiegabilmente soggetti all’induzione, guidati a compiere scelte contrarie alla presupposta razionalità da messaggi che altri esseri umani inspiegabilmente un po’ più razionali i quali sembrano aver scoperto il segreto per domarli tutti e inibire la razionalità di alcuni.

Un quadro che oscilla tra il comico e il fantasy.

Le cose sono probabilmente più semplici: la specie umana è naturalmente propensa alla dipendenza, al mistero e all’autoinganno. Gli esaltanti, utili, lucidi e più che necessari momenti di razionalità sono spesso il risultato di una combinazione di fatica e fortuna. Capisco che per i complottisti sia triste veder svanire questo sogno ma siamo onesti: per quanto intelligente e ben studiato possa essere il lavoro svolto da Cambridge Analitica, gli imbecilli che hanno votato Trump volevano votare e avrebbero comunque votato Trump.

Se l’argomento sembra troppo duro, facciamo caso ad una cosa: se fosse così semplice indurre a scegliere contro voglia non si spiegherebbe perché mai Cambridge Analitica abbia dovuto fare uso di conoscenze sulle preferenze delle persone. 3

I dati sono serviti proprio per individuare le persone che erano propense verso una certa scelta, tanto più che nel caso specifico non si è trattato di convincere le persone a votare per Trump. La differenza nelle elezioni è stata la leva azionata su gruppi di persone indecise che, così lascia intendere il CEO di Cambridge Analitica, sotto l’influenza dei contenuti virali hanno semplicemente rinunciato ad andare a votare, quindi  rinunciato a scegliere la Clinton.

Un sogno realizzato

Ma insomma, non eravamo finalmente nell’era della democrazia diretta e della libertà di scelta grazie a Internet e alla Rete? Evidentemente no e non a causa dei complotti. Molto più ingenuamente: avere un cavo attaccato alla rete telefonica, uno schermo a LED e una tastiera non rende automaticamente più consapevoli e razionali.
L’umanità non ha sinora vissuto in una caverna e la Rete non è la luce del sole che aspettava di illuminarci e liberare finalmente la nostra piena razionalità. Proprio come dimostrano le Fake News, Internet è una fonte di informazioni spesso poco veritiere. Un flusso di contenuti che richiederebbe molta più capacità di giudizio di quanta l’umanità sia riuscita ad accumulare dai tempi che vanno da Platone – che sicuramente avrebbe avuto da ridire, a torto, anche su Internet – fino ad oggi.
Un sogno di certo si è realizzato grazie ad Internet, quello di Donald Trump e se la rete ha dato libertà a qualcosa o qualcuno si è trattato di legioni di imbecilli.

Infine, vale la pena ricordare: di avvertimenti su sogni e desideri ne abbiamo sempre avuti 4, quello che io preferisco poggia su una differenza tra chi ha da dire qualcosa e chi ha qualcosa da dire: se è garantito il diritto di esprimersi, non significa che sia sempre necessario farlo e, soprattutto, non è per niente certo che l’aumento di quantità comporti l’aumento della qualità (se non in tempi che sono molto più lunghi di una generazione, come quelli che da una singola cellula hanno portato s sistemi pluricellulari, diversi dalla prima anche in qualità).

 

Con questo non propongo di limitare l’esercizio di diritti, solo di guardarsi bene dal tirare facili conclusioni, facendo profezie sostenute da teorie poco obiettive sui rimedi della tecnologia e gli effetti della sua diffusione.

Also published on Medium.

  1. Il titolo non è mio e, se non lo avete già fatto, vi consiglio di leggere Ferraris, L’Imbecillità è una cosa seria.
  2. I casi sono: 1) dare troppo credito alle capacità di persuasione di un messaggio pubblicitario o 2) dare troppo poco credito alla capacità di giudizio, sebbene non perfetta, dell’essere umano o 3) entrmbi.
  3. In questo senso, non si spiegherebbe neanche la responsabilità di Facebook, se non come piattaforma per la diffusione del contenuto, responsabilità che però cadrebbe su ogni mezzo su cui è possibile diffondere contenuti multimediali.
  4. Attento a ciò che desideri perché potrebbe avverarsi; a questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l’altra è ottenerlo e via dicendo.